




Accarezzare
«Non era costruire. Era accarezzare.»
Volo alle 7:10 da Malpensa.
A che ora punto la sveglia?
var sveglia = volo.Partenza - controlli // 90 minuti - traffico.Stima(casa, mxp) - caffè; // non negoziabileTre giorni, tre clienti, un bagaglio a mano.
Cosa metto in valigia?
var valigia = armadio .Where(c => giorni.Any(g => c.VaBenePer(g.Cliente))) .Take(bagaglioAMano.Capienza);Sabato sera, tre inviti.
Dove vado?
var sabato = inviti.MaxBy(i => i.Amici * 2 + i.Cibo - i.Km / 10);Adulta e bambina
«Capire è una soddisfazione adulta — è quella di chi sa leggere il mondo. Fare è una soddisfazione bambina — è quella di chi sa fabbricare il mondo.»
È una cosa che abbiamo vissuto tutti, e non riguarda solo chi scrive codice. Da piccoli facciamo quello che ci piace. Non abbiamo uno scopo, non abbiamo responsabilità: scegliamo liberi, senza pregiudizi, solo perché una cosa ci piace, e le conseguenze non ci interessano. Forse è il momento in cui siamo più felici.
Crescendo entriamo in un meccanismo che ci chiede scelte, responsabilità, decisioni. Alla fine facciamo un lavoro che, se siamo fortunati, è molto vicino a quello che ci piaceva da bambini. Se non lo siamo, abbiamo comunque la responsabilità di farlo in modo professionale.
Nell'arco di una carriera cambiamo lavori, e ognuno ci porta più vicino o più lontano da quello che ci piaceva fare da bambini. Quando ci avviciniamo, il lavoro pesa meno. Quando ci allontaniamo, è il senso di responsabilità che ci aiuta a fare comunque le cose per bene.
L'AI ci dà la possibilità di avvicinarci a quello che ci piace in tanti campi, e sarà sempre di più così: per hobby, o per farlo tornare un lavoro. È la grande occasione dei grandi: tornare bambini con la testa da grandi. Forse è la combinazione più potente che ci sia.
Esecuzione e direzione
«Le ore che mi mancavano erano ore di esecuzione. Le ore che mi restavano erano ore di direzione.»
Quanto tempo alle specifiche?
Questo è il cuore del cambio del gesto, ed è la parte più complicata. Nessuno sviluppatore vuole scrivere le specifiche funzionali dettagliate: è un'abitudine difficile da combattere. Eppure oggi il gesto delle specifiche è la cosa più importante di tutte. È lo spazio in cui si fa la differenza fra una cosa fatta bene e una cosa che non funzionerà mai.
Il sistema è veloce, e viene la tentazione di vedere subito qualcosa. È una trappola. Mockup, test, esperimenti: tutto valido. Ma non si scrive nessuna riga di codice finché la struttura non è stata pensata, discussa, ragionata e messa in discussione. Non è negoziabile, non ci sono scorciatoie. Se non si è convinti si creano sottoprogetti per provare: nascono, servono a scegliere fra due strade, e poi si buttano.
La difficoltà non sta solo nella capacità di farlo, ma nella voglia. Da sviluppatore era la parte più noiosa di tutte, quella che facevo sempre poco volentieri. Oggi è l'unica cosa che conta. Più questa fase è dettagliata, precisa, ragionata, più quello che esce dal nuovo gesto sarà stabile, scalabile, veloce e sicuro.
Il primo della mia specie
«Non sono tornato sviluppatore. Sono diventato il primo della mia specie: uno che esegue alla velocità del pensiero.»
La classifica dei linguaggi
quota delle ricerche di tutorial
Ovviamente non sono l'unico. Oggi tanti si stanno spostando dentro questo mondo: chi più in profondità, chi meno, chi con tutte le competenze per far funzionare bene le cose, chi con qualche difficoltà in più. Ma la specie evolve, ed è necessario non pensare di aver capito. Se c'è una cosa che ho capito, è che non ho mai capito tutto fino in fondo, e che quello che ho capito oggi domani potrebbe non essere più vero. In questo mondo, più che in passato, bisogna essere curiosi ogni giorno e avere la mente libera.
Gli sviluppatori di solito si innamorano: di un framework, di un database, di un cloud, di un linguaggio. Chiedere di cambiare è quasi un'offesa. Uno sviluppatore ha passato anni a diventare bravo, espertissimo di quella tecnologia, e quella tecnologia era diventata anche il suo valore sul mercato. Oggi serve un approccio mentale molto diverso, e molto difficile. Non ci si innamora di niente. Non esiste qualcosa di migliore: esiste qualcosa di giusto per quello che si sta facendo. E il giusto può cambiare nel tempo, e cambierà.
Mettersi in discussione è sempre stato un passaggio difficile, per chiunque. Oggi il direttore di un'azienda sintetica deve farlo sempre, perché i suoi agenti non lo faranno.
Capitolo 4 · come è stato costruito
La conversazione e il codice
Anteprima locale: il revisore e Fabio non hanno ancora messo il visto. Online non c'è.
Carico la conversazione…
Carico il codice…
Il commento di Fabio · aggiornato il 19 settembre 2026
Per chi ha cominciato come me, per passione, non fare è sempre stato difficile. Non avere il tempo di evolvere, di guardare le tecnologie nuove. E incontrare gli sviluppatori era un miscuglio di emozioni: la gioia di ascoltarli e di vedere quello che facevano, e la tristezza di non essere più lì anche io.
Quando hai una passione, il mondo intorno a lei cambia. Dopo tanto tempo mi sono accorto che il mio cervello lavora sempre lì dentro. Non importa l'argomento, tecnico o di business, professionale o privato: scrivo codice in testa. Per ogni situazione il cervello si fa al volo le specifiche funzionali e prova a scrivere il codice che la risolve. Se lo fai per anni, e a un certo punto solo per cose che tecniche non sono, quel momento ti manca tanto. Claude Code ha rimesso al centro quel mondo.
E non solo per me. Tanti sviluppatori per anni sono stati costretti a specializzarsi in un linguaggio per mantenere software importanti, e intanto hanno perso tanti treni. Riqualificarsi era sempre complicato, perché le cose da imparare erano troppe. Oggi chi ha scritto codice, in qualunque linguaggio, può rientrare in gioco, e in modo importante. È un'occasione, e va colta da chi come me quella passione non l'ha mai persa.